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CERTIFICAZIONI ANAGRAFICHE



Dal 1 gennaio 2012 - per effetto della legge 183/2011, art. 15 - per le pubbliche amministrazioni o gli enti e i privati che gestiscono pubblici servizi (ASL, INPS, Aziende di fornitura servizi quali gas, acqua, elettricitą e telefonia), č fatto divieto di richiedere ed accettare certificazioni. Per tali soggetti č sufficiente presentare l'autocertificazione (vedi l'apposita sezione del sito, con tutti i fac - simile) o in alcuni casi la semplice presentazione di un documento di identitą. Il rifiuto di accettare l'autocertificazione da parte di organi della Pubblica Amministrazione č violazione dei doveri d'ufficio, perseguibile e sanzionabile.

Se invece č richiesta da un privato (Banca, Posta, Notaio ecc.) la certificazione anagrafica č soggetta all'imposta di bollo. Questo significa che chi richiede la certificazione deve consegnare all'Ufficio Anagrafe una marca da bollo da Euro 14,62.

Non č ammissibile la generica richiesta di rilascio "in carta libera": nel caso si ritenga di avere diritto all'esenzione dal bollo (prevista in limitati casi, ed in genere solo per usi diretti alla Pubblica Amministrazione) si deve dichiarare e documentare tale diritto. Tutti gli usi esenti dal bollo sono elencati nella tabella "Allegato B" al DPR 642/1972.

Le certificazioni anagrafiche, limitatamente alla residenza ed allo stato di famiglia, possono essere rilasciate sia all'interessato sia a chiunque ne faccia richiesta; in questo ultimo caso il richiedente deve essere identificato, come disposto dal Ministero dell'Interno.

Tutte le altre certificazioni, diverse dalla residenza o dallo stato di famiglia, e riguardanti tutte le notizie che risultano dalla scheda anagrafica (esclusi professione e titolo di studio, che non sono mai certificabili da parte dell'Anagrafe) possono essere rilasciate solo al diretto interessato.