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denuncia e sanzioni TARSU


Per l'omessa presentazione della denuncia, anche di variazione, ai sensi dell'art. 76 del D.lgs 507/1993 si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento della tassa o della maggior tassa dovuta con un minimo di euro 51,65.

Se la denuncia è infedele si applica la sanzione dal 50 al 100 per cento della maggior tassa dovuta.

Le sanzioni indicate sono ridotte ad 1/4 se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente all'avviso di accertamento.

Il Decreto Legislativo n. 472/1997 (e successive modifiche) prevede che il contribuente possa regolarizzare, di sua iniziativa, talune violazioni connesse alla denuncia per l'applicazione della TARSU mediante il c.d. "ravvedimento-operoso".

Per potersi avvalere di questo istituto occorre che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già contestate, e comunque, non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza.

Le fattispecie di violazioni TARSU sanabili mediante "ravvedimento operoso" sono le seguenti:

Omessa denuncia Tarsu (originaria o di viariazione): il ravvedimento va effettuato entro 90 giorni dalla data di scadenza di presentazione della denuncia (prevista per il 20 gennaio).

La sanzione è pari a 1/12 (un dodicesimo) del minimo 100% della tassa dovuta in base a dichiarazione tardivamente prodotta, con un minimo di 12 Euro.

Infedele denuncia TARSU: il ravvedimento va effettuato entro un anno dalla presentazione della dichiarazione infedele.

La sanzione è pari ad 1/10 (un decimo) del minimo 50% della tassa ancora dovuta in base alla denuncia rettificativa.